Winnica Golesz

Roman Mysliwiec: il pioniere dei vini che vengon dal freddo!



Caparbio come il suo vino Mysliwiec nonostante le difficolt? non si arrende

Mario Crosta
Mario Crosta
Non sono stati i rigori invernali ma le guerre a distruggere le tradizioni vinicole della Polonia, spazzando via cantine e vigneti. Negli anni '50 un piano governativo ha provato a ricostruirle, ma con viti europee, non resistenti al freddo, senza cavarne percio' niente, anche perche' facevano il vino come i loro bisnonni, versando il mosto nelle damigiane e aggiungendo zucchero.
Il clima qui non e' adatto ai classici vitigni della Vitis vinifera, che andrebbero incrociati con le varieta' selvatiche americane ed asiatiche per resistere al gelo, come insegna l'esperienza degli Istituti di Enologia di Moldavia ed Ucraina. Percio' nel vigneto sperimentale Winnica Golesz di Roman Mysliwiec a Jaslo in Polonia ne sono state sperimentate circa 200 varieta' diverse ed attualmente ne sono coltivate una quarantina. E' stato prodotto del vino dai 20 vitigni piu' resistenti ed oggi se ne vinificano soltanto sette od otto, quelli che danno i migliori risultati.
In Polonia la vite richiede cure particolari, non ama negligenze, alle trascuratezze si vendica severamente e a causa del lungo inverno matura molto piu' tardi, non si puo' fare il vino in modo classico. Per ottenere un tenore alcoolico di 11 gradi le uve devono superare il 20 per cento di contenuto zuccherino, e qui e' veramente troppo. Non si otterranno mai dei vini di alta classe, ma di medio livello si puo' certamente. Per i bianchi sono adatte le viti di Seyval Bianco, Moscato di Odessa, Sibera Hibernal e Bianca, mentre per i rossi le viti di Rondo, Golubok e Wisniowy Ranni, ma se ne provano continuamente altre come l'Alden, anche in uvaggio.
Agli inizi si vinificava l'Aurora, un'uva verdolina con la buccia patinata di cera che dava un vino leggerissimo, ma al primo colpo di gelo il vino risulto' senza gusto.Il vino di Seyval Bianco e' asprigno, rinfrescante, leggermente acidulo e non viene male perche' la vite ha una eccezionale resistenza al gelo, come sanno bene gli inglesi della cui produzione in patria sono orgogliosissimi, ma il gusto e' inversamente proporzionale alla resistenza...
Il vino di Moscato di Odessa e' dorato, limpido e ricco di profumi, rilascia al palato dei sapori molto curiosi ed e' secco, se non gli si aggiunge zucchero coprendone pero' tanto i difetti quanto i pregi.
Bianca e' resistente a grandi temperature sottozero (normalmente a -25 gradi) e ogni anno matura puntualmente alla fine di settembre. Una fermentazione troppo lunga conferirebbe al suo vino un gusto amarognolo, ma se tutto va bene profuma meravigliosamente di erbe.
Golubok e' un'uva difficile, dopo qualche minuto di vendemmia le mani sono blu scure, pero' ricompensa i sacrifici con un gusto pieno, amabile, e con un pizzico di zucchero dato con buonsenso diventa un vino da dessert con un piacevole retrogusto di ribes nero.
Nessun vitigno pero' supera il Rondo, dal quale esce un vino di stupendo colore rubino e di corpo pieno, che migliorera' ancora.


Roman Mysliwiec
Il tenace vignaiolo polacco Roman Mysliwiec di Jaslo
Di questi vini se ne produce circa 3.000 litri l'anno e vanno tutti bevuti freschi, entro l'anno, perche' le botti di legno e la cantina di invecchiamento ed affinamento saranno un passo successivo, essendo un investimento che si puo' ripagare soltanto con la commercializzazione.
Attualmente vengono assaggiati solo da amici ed intenditori proprio per gli scopi selettivi che si prefigge il vigneto sperimentale, ma non se ne puo' vendere una sola goccia. Ottenere la concessione in Polonia non e' una formalita', in quanto la legge vinicola e' stata pensata per la produzione industriale e le sue prescrizioni sono mastodontiche. Per l'Ispezione Sanitaria e' d'obbligo lo spogliatoio, la mensa, il lavatoio e docce e gabinetti per gli eventuali lavoranti, il tutto raddoppiato e ben separato per maschi e per femmine anche se qui c'e' solo la famiglia proprietaria e al massimo qualche amico...

Per l'Ispezione Agricola e' vincolante una positiva valutazione tecnica e tecnologica fondata sulle regole di applicazione di un Sistema di controllo della Qualita' interno, piani aziendali, specificazione delle linee di lavorazione, reperibilita' e registro dei movimenti di materie prime, formazione del personale e via dicendo. Ovvero una burocratica applicazione in toto delle norme ISO 9000, anche per un'aziendina famigliare...
Non si puo' scaricare tutto questo sulla piccola produzione! Un contadino con un ettaro di vigna per 30 ettolitri di vino l'anno non e' un faraone, dove li trova i soldi per costruire queste piramidi?
Ma Roman Mysliwiec, che e' stato anche alpinista sull'Himalaja, col cipiglio che ha le avrebbe anche realizzate, perche' vuole diventare il primo vinattiere polacco. E' rimasto bloccato da una cosa sola: l'obbligo di un laboratorio completo in azienda... Wojciek Gogolinski, presidente dell'Accademia del Vino di Cracovia, grande giornalista e scrittore mitico tra i Sommeliers di Polonia conferma che "la legge vinicola polacca e' completamente assurda e difende gli interessi dei grandi produttori di vini di frutta. Come si puo' chiedere ad un uomo che fa una impalpabile quantita' di vino di possedere un intero laboratorio? In tutto il mondo i piccoli produttori commissionano le analisi del vino e ciascuno pianta il vigneto e la cantina come crede, basta che ci sia pulizia. Ho provato il vino di Jaslo, non e' male, soprattutto un tipo di vino bianco da alcune varieta' diverse d'uva."

Microcantina Golesz
Particolare della microcantina di Roman Mysliwiec
Winnica Golesz affida gia' i suoi vini, con regolarita', al laboratorio dell'Industria Conserviera Ortofrutticola di Jaslo, ma gli impiegati del Ministero si ostinano a negare il permesso alla vendita finche' non costruisce un proprio laboratorio attrezzato per le analisi fisico-chimiche (per poi chiedergli di assumervi in seguito un loro laureato, magari mandato da "Picone"?).
Per fortuna l'economia si modernizza non secondo le leggi della burocrazia polacca ma sui modelli occidentali e presto si entrera' nella CEE ed anche le leggi vinicole polacche, gia' rifiutate dal Comitato per l'Integrazione Europea, dovranno pure adeguarsi a quelle unitarie. Ma nel mondo slavo, che e' patria di zingari e maestro di trappole, si fa in fretta a "gabbare lo santo": non ci sara' piu' bisogno della concessione ministeriale, bastera' una semplice autorizzazione, ma l'obbligo del laboratorio rimane...

Laboratorio che ovviamente hanno tutti i fabbricanti autorizzati di vinacci di bacche rosse e nere mischiate con acqua, alcool e marmellate, autentica piaga di questo Paese che non e' molto lontano dall'Ucraina dove si imbottigliano succhi di barbabietole, mirtilli ed alcool con l'etichetta copiata dai vini bulgari.
Un'Europa presa per i fondelli e' quella che si delinea agli occhi degli estimatori polacchi del vino, che avrebbero anche da ridire sul tema dei veti europei agli incroci con le viti selvatiche naturali americane ed asiatiche, quelle che resistono al gelo da sole, senza essere geneticamente modificate in provetta. Perche' sono stati autorizzati nella CEE esperimenti con le viti transgeniche invece di quelli con i ceppi naturali che gia' esistono e sono stati frutto di severe osservazioni, analisi e prove per molti decenni nei Paesi del mar Nero?
Se Mysliwiec otterra' l'autorizzazione al commercio, dopo l'ingresso in Eurolandia chissa' se potra' ancora scrivere la parola "vino" in etichetta. Usa infatti queste viti ibride, le stesse che in Canada producono vino commercializzato legalmente, le stesse che in Gran Bretagna producono il Seyval Bianco venduto tranquillamente in Europa come "British wine".
Una volpata e' d'obbligo: provi a chiamarlo "Polskie wino", come gli suggerisce Gogolinski...

Mario Crosta
www.enotime.it

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