Winnica Golesz

Le Giornate Internazionali del Vino



Le Giornate Internazionali del Vino alla loro IV edizione a Jaslo in Polonia

Mario Crosta
Mario Crosta
Chi l'avrebbe mai detto soltanto qualche anno fa? Noi di Enotime ci abbiamo creduto fin dall'inizio, quando era tutto soltanto un bel progetto, anzi allora qualcuno parlava perfino di illusioni quando ci sentiva discutere del ripristino di una produzione tipica nel medioevo ma dimenticata, per via di una recente glaciazione durata quattro secoli, cioe quella del vino in Polonia. Percio sono particolarmente felice e molto fiero di informarvi che anche quest'anno, come avviene ormai da quattro anni, a Jaslo in Polonia si e tenuta la tanto attesa festa del vino. Il 29 ed il 30 settembre una gran folla di enoappassionati ha partecipato alla IV edizione delle Giornate Internazionali del Vino nella grande piazza del mercato, provenendo non soltanto dai diversi punti del centro e dell'agro di questa bella cittadina della regione Podkarpacie, ma anche dall'estero. Questa festa e stata infatti l'occasione per presentare i prodotti enologici della Polonia ed in particolare delle vigne ai piedi dei Carpazi, ma anche quelli di Georgia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ucraina, Ungheria. Si trattava infatti di 100 vini da 15 cantine polacche e 5 straniere che gli ospiti hanno potuto degustare anche in abbinamento con i prodotti tipici e le pietanze di ben 5 circoscrizioni agricole e di una ditta di catering. A Jaslo le Giornate Internazionali del Vino sono ormai diventate una vera attrazione. Nelle occasioni precedenti gli ospiti avevano sempre potuto approfondire le proprie conoscenze sui principi della degustazione, sulla viticoltura, sulla vinificazione, ma anche rendersi conto della cultura, dell'arte popolare, delle tradizioni, degli usi e dei costumi di questa localita.

Quest'anno pero hanno potuto godersi anche la presentazione di quelli delle altre citta estere partecipanti: Hodonin e Praga (Cechia), Trebisov (Slovacchia), Sarospatak e Makó (Ungheria), Odessa (Ucraina). Un significato particolare lo ha avuto la ratifica in pubblico del gemellaggio stipulato soltanto tre settimane prima tra Jaslo e Hodonin, con la firma dei due sindaci, rispettivamente Maria Kurowska e Lubor Simecek, fra meritatissimi, calorosi applausi.

Sono state due bellissime giornate interamente passate a godere in ogni angolo delle struggenti musiche popolari di antica tradizione, fra le zampogne della Cechia, i flauti della Slovacchia, gli archi dei monti Tatra. Suoni tanto suggestivi come ben sa chi ha viaggiato in quei Paesi, soprattutto per quegli insoliti strumenti della civilta contadina che almeno fra queste montagne dell'Europa centrale ed orientale non sono mai stati abbandonati, anzi sono diventati materia universitaria. Il tutto era arricchito dalle pantomime interattive del gruppo Dionizje interamente su alti trampoli e del gruppo Scena Kaleydoskop di Cracovia. Sulla piazza del mercato c'era poi una vera ridda di variopinti costumi popolari che si potevano ammirare in pieno soprattutto quando si riunivano per gruppi e cominciavano a danzare dei balli tradizionali ancora sconosciuti a gran parte dei nostri lettori, come le polke e le ciarde piu antiche. Per questa bella, interessante, commovente parentesi di cultura popolare dell'Europa centrale ed orientale non si finira mai di ringraziare quelli che sono stati gli organizzatori, cioe il Fondo Internazionale di Visegrad nell'ambito del Progetto di Presentazione della Cultura dei Paesi del gruppo di Visegrad. Per chi non lo sapesse, Visegrad e una bella cittadina ungherese sul Danubio che sta a una trentina di chilometri a nord di Budapest, nella cui imponente fortezza il 15 luglio 1991 si erano riuniti i presidenti di Polonia, Ungheria e della Cecoslovacchia (allora ancora unita) per concordare insieme l'approccio all'Europa.

I rappresentanti citta presenti alla festa
I rappresentanti citta presenti alla festa
Anche questo sembra ormai tanto lontano nel tempo, i ragazzi non se lo ricordano neanche, eppure era soltanto ieri. Non e che lo dica io, che potrei esser preso per un nostalgico o un romantico, ma e cio che e emerso dalle risposte scritte di un concorso a premi organizzato in piazza fra la gente che partecipava alla festa, con delle domande proprio sul Gruppo dei Paesi di Visegrad, cui hanno partecipato oltre 200 persone. Alle migliori risposte sono stati assegnati dei premi dal vicemaresciallo del voivodato Podkarpacie, Bogdan Rzonca, dal sindaco di Jaslo, Maria Kurowska e dal direttore del Fondo Internazionale di Visegrad, Andrzej Jagodzinski.

Justyna, figlia di Roman Mysliwiec, alla festa
Justyna, figlia di Roman Mysliwiec, alla festa
Colgo qui l'occasione per citare anche gli altri organizzatori della festa e cioe la Casa della Cultura di Jaslo e il comune di Jaslo (Polonia), coadiuvate dai comuni di Hodonin (Cechia) e Trebisov (Slovacchia) nonché dalla Scuola di Danza di Sarospatak (Ungheria). Non si e dunque impostata la festa delle Giornate Internazionali del Vino soltanto come una degustazione allargata dei vini, ma anche come uno scambio culturale, un confronto di esperienze e una grande occasione di amicizia tra queste citta di vocazione enologica. I produttori polacchi sono stati davvero fieri di poter finalmente paragonare il gusto, la qualita e l'originalita dei loro vini (quasi tutti ottenuti da incroci con la vite selvatica coltivati in modo biologico) con le doti dei vini stranieri, ottenuti da vitigni di grande diffusione nel resto del mondo. Il sindaco, Maria Kurowska, a un certo punto non ha potuto far altro che lasciarsi scappare quello che un po' tutti a Jaslo pensano da sempre. In sintesi ha detto che qui stanno i precursori dell'enologia moderna. La regione ha delle buone condizioni favorevoli alla coltivazione della vite che invogliano gli appassionati a fondare delle nuove vigne, qui c'e la culla dell'enologia contemporanea della Polonia perché qui abitano dei vignaioli appassionati che malgrado numerosi problemi e sacrifici hanno cominciato a coltivare la vite fra lo scetticismo di tanti, eppure oggi ottengono successi non soltanto nel Paese, ma anche all'estero, ed ha aggiunto: "Se 25 anni fa Roman Mysliwiec non avesse messo a dimora un ettaro di barbatelle, non ci sarebbero stati né questi successi né questa festa".

Roman Mysliwiec e stato il precursore ed ha veramente cominciato in condizioni difficili, osteggiato da funzionari impreparati, eppure la fatica che ha fatto lui, ma anche sua moglie e tutta la sua famiglia, ha avuto subito dei seguaci che hanno creduto nella sua impresa e gli hanno corrisposto fiducia. "Quel grande sforzo che ho fatto una volta non l'ho fatto soltanto ed esclusivamente per me. Spero che in pochi anni sbocci su scala davvero professionale, perché finora siamo ancora tutti soltanto degli appassionati. Attualmente ci sono molte vigne, ma non grandi. Anche dopo le facilitazioni legali di quest'anno, soltanto una vigna e riuscita a vendere la sua produzione di vino", ha detto Mysliwiec. Parlava di Pawel Kobosz, comproprietario della vigna Maria Anna in localita Wyzne, che ha spiegato: "Tra due settimane ho in progetto il primo imbottigliamento sotto il controllo del fisco e questa sara la mia prima partita di vini, una quantita di circa 3.500 bottiglie. Si, al momento non ho ancora vini in vendita, ma ormai e solo questione di un mese di tempo". Kobosz ha anche sottolineato che il maggiore ostacolo per iniziare la produzione di vino e proprio la burocrazia, che puo addirittura scoraggiarla. Ma non rimarra un'eccezione in questo voivodato, perché ce ne sono tanti come lui che vorrebbero al piu presto legittimare la vendita dei loro vini.

Anche nel caso di Kobosz l'enologia e una passione pure per la moglie. E la stessa cosa avviene in molte altre vigne, dove di fare il vino si occupa tutta la famiglia. "Fin dall'inizio abbiamo avuto tutti cura del vino, che non e stato fatto da una persona soltanto, perché in realta avviene proprio che partecipano un po' tutti e nel nostro caso ce ne occupiamo mia moglie ed io", ha detto Wiktor Szpak, proprietario di Winnica Jasiel, cui ha fatto eco la moglie Elwira: "Le prime barbatelle le abbiamo messe a dimora nel 2001 ed il primo vino l'abbiamo fatto nel 2003, cioe praticamente ci occupiamo insieme di enologia da 6 anni e di viticoltura da 8". Alla festa non poteva mancare il nostro Mariusz Kapczynski di Vinisfera.pl, che per conto del portale Jaslonet.pl ha spiegato a tutti in cosa consiste la degustazione dei vini. La qualita in campo, infatti, era piu che buona, come ha avuto modo di riconoscere anche Wojciech Bosak: "Per quanto riguarda la qualita dei vini nelle varie regioni, c'e la regione Podkarpacie e specialmente i dintorni di Jaslo, che sono assolutamente tra i migliori. Certo che si possono trovare dei vini eccellenti anche altrove, in Polonia, come a Breslavia, nei pressi di Kazimierz e Pulawy nella valle della Vistola, ma se si considera la media uniforme della produzione, Podkarpacie e soprattutto Pogorze Karpackie sono assolutamente la regione migliore della Polonia". Secondo Bosak, i vini polacchi presentati a Jaslo facevano testa a testa con i vini georgiani, cechi, slovacchi, ucraini e ungheresi.

I nostri amici allo stand di Winnica Jasiel
I nostri amici allo stand di Winnica Jasiel
Un'opinione altrettanto buona non l'ha nascosta il deputato al Parlamento Europeo Tomasz Poreba: "Sono entusiasta del vino. L'adoro e lo tratto non soltanto come una bevanda di grande valore, ma anche come possibilita di una fantastica promozione della regione", ha precisato Poreba. Anche secondo lui i vini dei dintorni di Jaslo e in genere della regione Podkarpacie non sono certo peggio dei vini che ha potuto conoscere di Georgia, Toscana, Moldova o Francia. L'eurodeputato si e impegnato a organizzare l'anno prossimo una degustazione di vini locali e piatti regionali a Bruxelles: "Ho delle buone possibilita di organizzare una tale presentazione al Parlamento Europeo, di affittare una superficie sufficientemente grande ed invitare i rappresentanti dei governatorati di altri Paesi, di stampare i cartelloni e i dépliants. Me ne incarico io e sono convinto che riuscira. Con l'occasione vorrei promuovere la regione, la citta ed i prodotti alimentari locali". Jas Gawronski, che avevo contattato anni fa in proposito, essendo stato eletto al Parlamento Europeo dagli elettori italiani doveva pensare piuttosto a rappresentare bene l'Italia, pur col cuore rivolto alla sua Polonia. Ma oggi Jaslo ha il proprio rappresentante a Bruxelles e sara certo piu facile. Questa bella citta del vino polacca adesso ha amici dovunque. Lech Horwath, caporedattore del portale Regionalne.pl di Nowy Sacz, che recentemente ha battuto palmo a palmo 2.500 km da Lublino a Danzica, partecipando a una gran serie di sagre tipiche, ha confermato che le Giornate Internazionali del Vino a Jaslo sono ormai un prodotto tipico regionale che bisogna soltanto promuovere su scala piu vasta.

Mario Crosta
www.enotime.it

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